La fotografia di paesaggio è senza dubbio uno dei rami più interessanti del panorama fotografico, insieme alla fotografia di reportage e di ritratto.

Si tratta della fotografia prediletta dai viaggiatori e da chi ama la natura e le sue meraviglie.

Consiglio, a chiunque si avvicini a questo genere fotografico, di seguire delle semplici linee guida:

La profondità di campo

Ma cosa è realmente la profondità di campo? La profondità di campo rappresenta la zona in cui gli oggetti, nell’immagine, appaiono nitidi e sufficientemente focalizzati, nonostante il piano di messa a fuoco sia uno soltanto.

Per ottenere un ottimo paesaggio bisogna impostare il diaframma ad un’apertura compresa tra f/11 e f/16 (anche se già con f/13 andrete alla grande): con un’apertura del genere si otterrà la massima nitidezza per tutti gli elementi inquadrati.

La luce giusta

Esistono due particolari momenti della giornata che sono perfetti per scattare una fotografia di paesaggio che sia emozionale e suggestiva: la più conosciuta è la cosiddetta “Golden Hour”, che spesso viene definita come magic hour e corrisponde alla prima e l’ultima ora di luce solare durante il suo cammino quotidiano. Per essere più precisi e a scanso di equivoci molti dicono che la Golden hour del mattino inizi con il sorgere del sole e termini dopo circa 1 ora, mentre che quella pomeridiana inizi circa un’ora prima del tramonto fino allo scendere del sole.

Tuttavia, però, man mano che osserverete sia l’alba che il tramonto noterete che in realtà quella del mattino inizia spesso un paio di minuti prima dell’alba e che, di converso, quella del pomeriggio continua pochi minuti anche dopo il tramonto.

Per esperienza e per i viaggi fatti sono arrivato alla conclusione che la mia luce preferita si aggira intorno ai 2 – 4 minuti prima dell’alba e circa 8 minuti prima del tramonto.

Ma non esiste soltanto la Golden Hour in fotografia; esiste anche la cosiddetta Blue Hour, cioè quella parte della giornata in cui il sole non è presente, ma la scena non è ancora completamente al buio. Questa situazione si verifica circa un’ora prima dell’alba e subito dopo il tramontare del sole; il suo nome deriva dalla tonalità della luce, il blu o talvolta il viola, che assume in quei precisi momenti.

L’atmosfera che si vede è decisamente magica e, a volte, anche surreale. Durante questo lasso di tempo il cielo assume un colore blu profondo, con striature violacee o completamente viola e le foto di paesaggio scattate in questi momenti diventano davvero magiche.

Attenzione al rumore digitale

Se vogliamo ottenere un’ottima fotografia di paesaggio, dobbiamo prima di tutto ridurre al minimo il rumore digitale derivante dagli alti ISO.

Lavoreremo, quindi, sulla sensibilità di quest’ultimo cercando di tenere bassi i suoi valori.

Le condizioni di luce devono necessariamente essere ottimali e se nell’ipotesi in cui la luce dovesse non essere sufficiente per realizzare lo scatto con quella profondità di campo, si deve utilizzare un treppiedi (consiglio un ottimo treppiedi, non risparmiate su questo mi raccomando) e lasciare che la fotocamera utilizzi tempi di scatto lunghi (oltre al treppiedi, munitevi anche di telecomando per la messa a fuoco, poiché con i tempi lunghi anche la minima vibrazione esercitata sul pulsante di messa a fuoco e scatto può rovinare la fotografia).

Se proprio non avete con voi un treppiedi in quel momento, potete trovare un punto di appoggio come un muro, una panchina e utilizzarlo al vostro scopo.

La regola dei terzi

Utilizzata per secoli dai pittori, attualmente è una delle regole principali della composizione nella fotografia. Si divide l’immagine in terzi mettendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie che abbiamo ottenuto durante la divisione; in questo modo otterremo dinamismo e armonia nel nostro scatto.

Nella fotografia di paesaggio è importante ricordare che questa semplice regola torna molto utile per decidere a quale elemento si vorrà dare maggior rilievo rispetto ad altri.

La messa a fuoco

Generalmente una macchina fotografica tende a mettere a fuoco i soggetti più vicini o predominanti, limitando la messa a fuoco che non diventa più funzionale nel caso in cui il soggetto che si vuole immortalare non sia il più vicino, ma si trovi ad una certa distanza dall’inquadratura scelta.

La messa a fuoco dei soggetti avviene tramite un sensore che rileva gli elementi più grandi, più luminosi ed eminenti.

Per superare questo “limite” e non sbagliare è possibile ricorrere alla funzione manuale della scelta dei punti di messa a fuoco.

Scegliete il punto preciso che volete inquadrare, selezionatelo e poi scattate; vedrete che supererete l’impasse della scelta automatica in un batter di ciglia.

Il bilanciamento del bianco

Quando ci si trova dinanzi a paesaggi composti da diverse luci tra di loro, la vostra fotocamera può entrare in crisi alterando il bilanciamento dei colori reali e rovinando lo scatto.

Per superare questo problema, oltre al recupero della giusta temperatura attraverso software di editing, possiamo scegliere quale modalità impostare nella nostra fotocamera; infatti, essa dispone di diverse modalità a seconda delle diverse tipologie di luci.

In certe condizioni di luce molto particolare, come quella che troviamo al momento del tramonto, la fotocamera può sballare i suoi parametri; provate ad impostare la modalità ombra o cielo nuvoloso quando scattate la vostra fotografia.

Il vostro scatto tenderà ad avere una dominante calda, rendendola migliore agli occhi di un osservatore rispetto ad una foto con tonalità più fredde.

In ultimo, il più importante dei consigli, è quello riguardante la scelta del paesaggio da andare a fotografare. Questa scelta è la base di partenza per qualsiasi scatto buono.

Non abbiate mai troppa fretta di scattare, prendetevi il giusto tempo per cercare il paesaggio perfetto; quando l’avrete trovato verificate le condizioni di luce, scegliete su quale prospettiva lavorare, trovate infine la posizione perfetta per voi e la vostra fotocamera e poi scattate. Il digitale permette di avere molte possibilità di “sbagliare” e ricominciare, per cui non accontentatevi mai. In fotografia non si smette mai di sperimentare e imparare!

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